La storia della nascita dello Skateboard

 

Vi siete mai chiesti come a qualcuno sia venuto in mente di attaccare delle ruote a una tavola ma soprattutto come gli sia venuto in mente di entrare con la tavola in una piscina vuota?

Ci sono un insieme di coincidenze che hanno permesso che tutto questo accadesse e in questo breve articolo vi racconteremo come la siccità dell’estate del 1975 in California, un architetto finlandese e un gruppo di giovani surfers hanno dato vita al movimento dello skateboarding.

 

Nascita e origini della disciplina dello skate board
Hugh Holland, Sidewalk Surfer, Huntington Beach, 1976

Skateboard, surf e longboard: le origini

Ma iniziamo dal principio. Si sa che non sempre l’oceano regala mareggiate perfette per surfare anche se vivi nel paradiso del surf, in California. A volte anche da quelle parti capita che per lunghi periodi non ci siano buone onde su cui surfare e in quei casi spesso e volentieri si cerca di rimediare appunto girando in skateboard o in longboard. Ed è esattamente per questo semplice motivo che negli anni ’50 alcuni surfisti stanchi di aspettare l’arrivo di una buona mareggiata andarono in biblioteca a rubare alcuni assi di legno dagli scaffali e le tagliarono a forma si tavola da surf dopodichè presero dei pattini a quattro ruote e tagliando a metà la piastra e fissandone una parte sul nose della tavola e l’altra parte sul tail crearono il primo skateboard.

Nasce così il primo skateboard e una nuova disciplina che a quei tempi veniva definita “Sidewalk Surfing” ossia surfing da marciapiede.

Questo passatempo prese piede rapidamente negli Stati Uniti e per tutti gli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 continuarono a nascere nuove marche di tavole e altrettante competizioni in tutto il territorio. In particolar modo le discipline più popolari erano più simili al moderno utilizzo delle longboard che a quello degli skateboard veri e propri in quanto gli skater cercavano di imitare lo stile e i movimenti del surf attraverso gare di slalom e downhill.

La conformazione del territorio della California giocò un ruolo importante nell’evoluzione dello skateboarding. C’erano infatti a quei tempi un’infinità di vecchi acquedotti a cielo aperto completamente asciutti e abbandonati che in passato servivano a portare l’acqua dalle montagne ai terreni più aridi ma pianeggianti delle principali coltivazioni di arance che rappresentavano il fulcro dell’economia di città come Californiane. Con l’evoluzione degli impianti di irrigazioni gli acquedotti a cielo aperto vennero sostituiti con quelli interrati con il risultato di regalare ai giovani skater lunghe discese concave con perfette onde d’asfalto una a destra e una a sinistra. Così gli skater migrarono dai marciapiedi delle città ai vecchi acquedotti delle periferie. 

Skateboarding e longboarding, la storia
Sidewalk Surfer, Huntington Beach 1976

L'evoluzione della disciplina dello skateboarding

E dopo questa lunga premessa ecco che arriviamo al dunque. Cosa c’entra un architetto finlandese  con l’evoluzione dello skateboarding dalla strada agli acquedotti e infine alle piscine dei giardini delle famiglie più ricche della California?

Fino agli anni ’40 in tutto il mondo le piscine erano rettangolari e prive di qualsiasi superficie curva ma nel 1939 in Finlandia l’architetto Alvar Aalto durante la ristrutturazione di Villa Mairea a Noormarkkku decise di aggiungere al parco una piscina dalle linee completamente innovative, a forma di rene e con il fondo concavo su due livelli ad altezze riverse.

Durante la seconda guerra mondiale ci fu un esodo di artisti dall’Europa agli Stati Uniti che andavano cercando un paese con meno restrizioni dove esprimere al meglio la loro arte. Da subito gli architetti europei divennero molto richiesti dalle famiglie di alto rango proponendo ai committenti americani queste piscine dal disegno innovativo che divennero immediatamente simbolo di lusso ed eleganza. 

Skateboard e longboard, la disciplina
Villa Mairea a Noormarkkku, Alvar Aalto

 

Ma ecco che veniamo alla parte per noi più interessante.

1975, contea di Del Mar, California. Una grave siccità colpisce la regione durante quell’estate e la contea è obbligata a vietare ai propri cittadini non solo di usare l’acqua per riempire le piscine ma anche per irrigare i prati in modo da preservarla per scopi più importanti.

Un gruppo di ragazzini stanchi di aspettare una buona mareggiata ma anche stanchi di skateare sul canali prosciugati scavalcano la staccionata di una casa e con le loro tavole iniziano a skateare le superfici curve della piscina del tutto simile a quella progettata da Alvar Aalto che permettevano di imitare al meglio i movimenti del surf da onda. Quei ragazzi erano Tony Alva, Jay Adams and Stacy Peralta e questo era solo l’inizio di una lunga serie di “illegal back-garden sessions” che incendiarono la scena skate Californiana cambiando radicalmente la storia di questa disciplina.

Jay Adams, Glen E. Friedman
Jay Adams, Glen E. Friedman

E questa è la storia di come è nato lo skateboarding e di come un architetto finlandese ha dato vita all’evoluzione di questa disciplina che ha portato lo skateboarding ad essere quello che conosciamo al giorno d’oggi.

 

Per chiunque volesse saperne di più consigliamo di vedere questi due film:

 

- Dogtown and Z-Boys

- Lords of Dogtown